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Eleva la biosicurezza in allevamento, ma con consapevolezza

Tutti ne parlano. Tanti si cimentano. Pochi hanno veramente colto l’importanza di un adeguato livello di biosicurezza in allevamento. Sotto il termine di biosicurezza sono racchiuse tutte le misure operative e gestionali da mettere in pratica all’interno di un complesso avicolo al fine di prevenire malattie a carico della specie allevata. I motivi per cui l’allevatore dovrebbe associare le mosche alla biosicurezza sono diverse.

Le mosche infatti veicolano germi e batteri all’interno del complesso avicolo, elevando inutilmente i rischi oltre livelli di guardia.
All’interno degli allevamenti avicoli, mosca domestica (Musca domestica Linnaeus, 1758) rappresenta il principale insetto infestante e come impatto economico sulle aziende è seconda solo all’Acaro rosso. Ogni forma di prevenzione contro lo sviluppo della mosca, individuata nell’opportuna gestione della pollina, delle condizioni ambientali, delle disponibilità di nutrimento e substrati per l’ovoposizione rappresenta quasi una forma di coercizione dall’assoluta rilevanza. Quanto alle manovre di profilassi diretta, contro le mosche ben si inserisce il nuovissimo piano di azione Enthomos®.

Una gestione consapevole
Conoscere le potenziali ripercussioni negative legate alle mosche è necessario ma non sufficiente. A cominciare dal Direttore d’azienda sino alla più recente risorsa ingaggiata, dev’essere assolutamente chiaro che la biosicurezza non si compra, bensì si costruisce, e una volta costruita si dovrà mantenere.
Come ampiamente e uniformemente sostenuto, la lotta diretta alle larve è sicuramente il primo fondamentale passo verso l’efficace controllo della popolazione muscina. Le larve essendo saprofaghe e coprofaghe, fanno della pollina la loro principale fonte nutrizionale all’interno dei complessi avicoli.
Con tutti i buoni propositi legati all’asportazione della stessa negli allevamenti “in gabbia”, le larve troverebbero sempre e comunque vita facile. Nella conduzione dell’allevamento a terra, tralasciando l’azione diretta dei soggetti che delle larve possono nutrirsi, è indispensabile ricorrere alla lotta larvicida.
Accanto alle larve, vengono spesso a trovarsi le pupe ovvero il penultimo stadio di sviluppo delle mosche. Esse prediligono ambienti più asciutti rispetto alle larve, tuttavia molto spesso coesistono nei medesimi anfratti.

Le pupe. Il grande obiettivo della lotta biologica
Sulle pupe ben poco si poteva fare prima dell’arrivo degli “insetti utili”. Il termine “utile” risulta piuttosto ambiguo e talvolta riduttivo alla luce delle incredibili abilità di questa categoria di insetti predatori.
Di fatto, numerosi insetti sono utili, basti pensare agli impollinatori, tuttavia, in ambito zootecnico i nuovi “alleati” degli allevatori sono i nemici naturali delle mosche.
In natura anche le mosche hanno i loro predatori. Si tratta perlopiù di Imenotteri che hanno saputo organizzarsi per eleggere le pupe delle mosche a loro bersaglio principale. All’interno di esse, infatti, vi depongono generalmente un uovo che allo sviluppo provocherà l’inesorabile annientamento della futura mosca. Questi insetti predatori, denominati parassitoidi, benché presenti in natura non sono autonomi nel fronteggiare le orde di mosche nell’ecosistema avicolo. Il microclima e le svariate condizioni favorevoli presenti costituiscono un fortino inespugnabile per le mosche, fatta salva la possibilità di contrapporre flotte consistenti di parassitoidi, i quali dovranno essere rilasciati negli stessi ambienti delle pupe con tempi definiti.

Il progetto Enthomos®
Enthomos® rappresenta il punto di riferimento pe la lotta biologica alle mosche in qualunque allevamento zootecnico. Dalle conoscenze entomologiche degli esperti Enthomos® sono state selezionate le migliori specie di insetti predatori dei ditteri brachiceri (muscidi) dando vita ad un protocollo operativo al servizio delle aziende avicole.
Gli insetti predatori delle mosche vengono spediti con corriere espresso direttamente nell’Azienda che desidera aderire al progetto. All’interno di una busta gli insetti utili si troveranno al penultimo stadio di sviluppo in modo da sfarfallare in concomitanza con il lancio.
Appena rilasciati nell’allevamento a livello della lettiera oppure nei nastri di trasporto della pollina, il loro unico obiettivo sarà quello di ricercare al più presto le pupe delle mosche.

Le specie selezionate da Enthomos® sono in possesso della capacità di penetrare le deiezioni animali alla ricerca della preda, anche 5cm in profondità, consentendo una più rapida geolocalizzazione. Individuato il bersaglio, percuotono il pupario (involucro della pupa) ospite con le antenne con l’intento di individuare l’area più debole nella quale operare il foro impiegando il proprio ovopositore. Provocato il foro, la pupa di mosca comincia a perdere fluidi vitali nonostante il vero e proprio processo id parassitizzazione inizierà con la schiusa dell’uovo. Da questo momento la larva parassitoide, a dir poco famelica, si nutrirà a spese della povera pupa.
I lanci delle specie Enthomos® hanno frequenze piuttosto stabilizzate. Ogni 15-20 giorni infatti, giungerà direttamente in azienda il pacco speciale e l’allevatore non dovrà far altro che rilasciare nell’ambiente questi infallibili insetti predatori. Per le prime applicazioni il servizio clienti Enthomos® risponderà ad ogni quesito e sarà a completa disposizione per fornire ogni prezioso suggerimento.


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