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Zanzare, contrastare i rischi sanitari grazie a progetti ciclici

Tutti i Ditteri ematofagi necessitano del sangue di vertebrati per raggiungere la maturità sessuale e quindi perpetuare la specie. Le zanzare, o Culicidi, hanno saputo adattarsi perfettamente all’ambiente antropizzato tanto da privilegiare, come dimostrano varie ricerche, addirittura precise aree geografiche. Aldilà dei fastidi arrecati con il loro ronzare, molto più rilevante è l’impatto sanitario di cui diverse specie si sono rese protagoniste.

L’adulto

Maschi e femmine manifestano un marcato dimorfismo sessuale nonostante la caratteristica più incisiva sia il tipico apparato boccale di tipo pungente e succhiante esclusivo del sesso femminile. L’attività trofica in generale avviene durante le ore notturne, sebbene si possano registrare orari precisi per alcune specie. Un approfondimento a parte lo merita la zanzara tigre (Aedes albopictus), la sola ad alzarsi in volo durante le ore di luce con picchi di attività al mezzodì.

Il rischio sanitario

Il serio rischio di trasmissione di malattie per opera dei Culicidi è noto oramai da anni: febbre gialla, dengue, encefalite virale, zika e filaria solo per citare le più altisonanti. Ciò è dovuto alla capacità delle zanzare di contrarre microrganismi durante i vari pasti e inocularli successivamente al malcapitato ospite. Le malattie più temute in sanità pubblica sono provocate da virus. Le arbovirosi sono infatti zoonosi causate da virus trasmessi da artropodi tramite puntura e interessano sia l’uomo che gli animali. Al momento si contano oltre 100 virus classificati come arbovirus, in grado di causare malattia nell’uomo.

Gli ambienti di sviluppo delle zanzare

Le zanzare si sviluppano in aree particolarmente umide. Benché risulti facile associare questi ditteri pungenti alle sole aree palustri, in ambiente urbano esiste una moltitudine di nicchie ecologiche entro le quali le zanzare possono svilupparsi.

Caditoie stradali, bocche di lupo, canali di scolo, recipienti e cisterne dell’acqua piovana, rottami abbandonati alle intemperie, sono solo alcuni esempi di situazioni favorevoli ai culicidi. Alla luce dei numerosi ambienti che possono fungere da habitat per lo sviluppo delle zanzare, le possibilità di difesa trovano appiglio nella lotta larvicida. Questa pratica avrà un indiscusso successo se praticata su scala territoriale, coinvolgendo anche le autorità competenti.

La loro bonifica

Poiché la lotta a questi vettori non può che ritenersi aleatoria se non ben pianificata, la riduzione della popolazione infestante non dovrà focalizzarsi sulla singola raccolta d’acqua bensì richiede l’estensione delle attenzioni quantomeno su scala comprensoriale. Oggigiorno, la bonifica degli ambienti dalle zanzare adulte si scosta profondamente dalle irrorazioni spaziali degli anni passati a vantaggio di interventi mirati sfruttando ogni strumento e tecnologia disponibile.

Essere innovativi è la vera novità

Ciclo vitale della zanzara: Uova – Larva – Pupa – Zanzara adulta

La nuova frontiera nel controllo delle larve di zanzara è appena iniziata. E la novità proviene dalla natura. Un nuovo concetto di larvicida meccanico, privo di sostanze insetticide e siliconi, da distribuire direttamente nei siti di proliferazione larvale individuati in specchi d’acqua stagnante.

Le matrici vegetali

Matrici vegetali attentamente selezionate per realizzare una pellicola sottilissima (un cosiddetto film monomolecolare) al pelo d’acqua con lo scopo di interrompere lo sviluppo di larve e pupe senza turbare l’ambiente circostante, gli insetti utili, gli organismi acquatici e la flora. Se l’azione fisica altamente selettiva rappresenta la novità, la formulazione di MOSQUITOREX® rappresenta l’innovazione.

L’applicazione di MOSQUITOREX® porta alla formazione di una sottilissima pellicola impenetrabile all’ossigeno, perfettamente omogenea su tutto il corpo idrico anche in presenza di ostacoli o sporco organico. La conseguenza? Le larve finiscono inesorabilmente per morire.

A differenza dei larvicidi chimici, che se usati in maniera impropria portano alla generazione di focolai resistenti alla sostanza attiva, con MOSQUITOREX® fenomeni di resistenza sono impossibili. Perché? Perché agisce meccanicamente

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