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Cereali tra mercato globale, sicurezza e innovazione: a Bologna il punto sulla filiera del futuro

Il 12 marzo 2026, nella cornice del Grand Tour Italia di Bologna, si è tenuto un incontro dedicato al mondo dei cereali che ha riunito operatori della filiera, tecnici ed esperti con un obiettivo chiaro: comprendere come sta cambiando la gestione delle derrate, tra nuove sfide globali e soluzioni sempre più evolute.
L’evento ha offerto un racconto articolato ma coerente di una filiera che oggi si trova a operare in un contesto complesso, dove fattori economici, normativi e tecnici si intrecciano sempre più strettamente.
Ad aprire i lavori, in un confronto ricco e articolato, si sono susseguiti gli interventi di Valentina Pellati (Amministratore Pellati Informa), Erika Saccoccia (Regulatory Affairs Manager Newpharm), Dott. Massimo Toscano Pecorella (Giurista presso Il Ministero della Salute), Enrico Bagarollo (General Manager Newpharm), Matteo Ceruti (Marketing Manager Corteva), Matteo Riva (Matteo Riva, Sales Manager Envu), Elia Gianotti (Technical Solutions Endura) e Alessandro Santi (Amministratore Delegato SAGEM Past Presidente Federagenti), offrendo una visione completa che ha spaziato dai mercati globali fino alle soluzioni più innovative per la gestione e la protezione delle derrate cerealicole.

Dalle rotte globali ai silos: un sistema sempre più interconnesso
Uno dei passaggi più interessanti è stato quello dedicato alle catene di approvvigionamento globali, oggi sempre più esposte a tensioni geopolitiche e criticità logistiche.
Le grandi rotte marittime internazionali, dal Mar Rosso allo Stretto di Hormuz fino al Canale di Panama, rappresentano snodi strategici da cui dipendono tempi, costi e continuità degli approvvigionamenti.
In questo scenario, anche variazioni improvvise possono avere ripercussioni immediate sulla disponibilità delle materie prime. Per un Paese importatore come l’Italia, questo rende ancora più evidente quanto sia fondamentale preservare al meglio la qualità del cereale una volta entrato nella filiera.
Il vero campo di battaglia: lo stoccaggio
Se il mercato globale definisce il contesto, è nello stoccaggio che si gioca una partita decisiva.
Le derrate, infatti, restano vulnerabili lungo tutto il loro percorso: dal campo al trasporto, fino ai silos. Gli insetti infestanti trovano proprio nello stoccaggio condizioni ideali per proliferare, con conseguenze che non riguardano solo la quantità, ma anche la qualità del prodotto.
Alterazioni di umidità e temperatura, contaminazioni e perdita delle caratteristiche organolettiche rappresentano rischi concreti per tutta la filiera. È qui che emerge con forza un concetto condiviso da tutti i relatori: la protezione del cereale deve essere pensata come un processo continuo, non come un intervento isolato.
Meno sostanze disponibili, più competenza
A rendere ancora più complessa la gestione interviene il quadro normativo europeo, sempre più restrittivo.
La riduzione delle sostanze attive disponibili ha cambiato profondamente l’approccio degli operatori, che oggi devono puntare su strategie più mirate, sull’uso corretto dei prodotti e su una gestione attenta delle resistenze. Allo stesso tempo, le differenze tra normative europee e richieste dei mercati esteri aggiungono ulteriori elementi di complessità, soprattutto per chi opera nell’export.
Innovazione: nuove soluzioni per una protezione più sostenibile
In questo contesto, l’innovazione rappresenta una leva fondamentale.
Le nuove generazioni di prodotti, come Conserve Grain a base di spinosad, segnano un’evoluzione importante nella difesa delle derrate: efficaci, con un profilo tossicologico favorevole e compatibili anche con l’agricoltura biologica.
Accanto ai prodotti, resta centrale l’attenzione alle pratiche operative. La pulizia degli ambienti e la corretta preparazione della derrata, ad esempio, sono elementi determinanti per garantire l’efficacia dei trattamenti e prevenire le infestazioni.
Un approccio integrato per una sfida complessa
Un filo conduttore ha attraversato tutti gli interventi: la consapevolezza che oggi non esista una soluzione unica.
La difesa delle derrate richiede un approccio integrato, in cui prevenzione, monitoraggio e intervento si combinano in modo equilibrato. La gestione delle condizioni ambientali, la pulizia degli impianti, il controllo degli insetti e l’uso mirato dei prodotti diventano parte di un’unica strategia.
In questo scenario, anche strumenti come i sinergici – tra cui il piperonil butossido – assumono un ruolo sempre più importante, contribuendo ad aumentare l’efficacia dei trattamenti e a ridurre l’impiego complessivo di insetticidi.

La tavola rotonda: il valore del pest control lungo tutta la filiera
A chiudere l’evento è stata una tavola rotonda che ha messo a confronto rappresentanti delle principali realtà della filiera, offrendo uno sguardo concreto sulle responsabilità e sulle sfide quotidiane del settore.
È emerso con chiarezza, dalle parole di Marco Benedetti (ANID), come il ruolo del disinfestatore sia oggi centrale nella filiera agroalimentare. Non si tratta più solo di intervenire in presenza di infestazioni, ma di contribuire attivamente alla salubrità del prodotto finale attraverso attività di consulenza, prevenzione e applicazione di protocolli strutturati come l’IPM. Il rispetto degli standard – dalle certificazioni fino alle norme ISO – rendono questa figura sempre più strategica.
Un concetto ribadito anche parlando della fase di stoccaggio, dove il pest control rappresenta un presidio fondamentale: la conoscenza delle tecniche di difesa e l’attenzione ai metodi preventivi consentono non solo di contenere gli infestanti, ma anche di ridurre gli sprechi alimentari.
Il confronto si è allargato poi al mondo delle materie prime, con Roberto Magnaghi (Ente Nazionale Risi) che ha richiamato l’attenzione sulle dinamiche di consumo del riso in Italia e sulle difficoltà che il mercato sta attraversando, sottolineando la necessità di trovare nuovi equilibri tra domanda, produzione e valorizzazione del prodotto.
Dal punto di vista dell’industria molitoria, Lorenzo Cavalli (Antim) ha evidenziato quanto il pest control sia un elemento imprescindibile per garantire standard qualitativi elevati. Per le aziende, operare nel rispetto delle normative non è solo un obbligo, ma una condizione essenziale per evitare rischi reputazionali, blocchi produttivi o ritiri di prodotto.
Un tema ripreso anche da Fabio Manara (Compag), che ha sottolineato come, nello stoccaggio, la natura della derrata resti sostanzialmente la stessa indipendentemente dalla destinazione finale, che sia alimentare, zootecnica o sementiera. Proprio nel settore del seme, la sicurezza assume un valore ancora più critico: trattamenti preventivi ben eseguiti permettono di garantire protezione lungo tutto il ciclo di vita, senza compromettere la germinabilità, elemento fondamentale per il comparto.
Infine, tornando alla dimensione internazionale, Alessandro Santi (Sagem) ha richiamato l’attenzione sull’importanza di flessibilità, tracciabilità e sicurezza nelle operazioni di import-export. In un contesto globale instabile, poter contare su derrate adeguatamente protette consente di rispondere con maggiore rapidità alle richieste del mercato. Allo stesso tempo, la gestione dei residui dei prodotti fitosanitari diventa un tema strategico, soprattutto per garantire l’accesso ai diversi mercati senza ostacoli normativi.

Il ruolo di Newpharm: creare valore attraverso conoscenza e innovazione
A rendere possibile questo momento di confronto è stata Newpharm, promotrice e sponsor dell’evento, che ha saputo riunire attorno a un unico tavolo competenze diverse ma complementari.
L’azienda, da anni attiva nello sviluppo di soluzioni per la protezione delle derrate post-raccolta, ha presentato un approccio integrato che combina prodotti, tecnologie e supporto tecnico, con l’obiettivo di accompagnare gli operatori della filiera in un contesto sempre più complesso.
Eventi come quello di Bologna rappresentano non solo un’occasione di aggiornamento, ma anche un momento di condivisione e crescita per tutto il settore. Perché, come emerso chiaramente durante la giornata, la qualità del cereale non dipende da un singolo fattore, ma dalla capacità di tutta la filiera di lavorare in modo coordinato, consapevole e innovativo.

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